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formazione

Il M° Francesco Leineri conclude nel 2017 il decennale percorso di studi ordinamentale in Composizione presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma sotto la guida del M° Matteo D’Amico. Durante questo lungo arco di tempo egli ha arricchito il proprio bagaglio culturale tramite corsi extra-accademici (Accademia Filarmonica Romana, Maggio Musicale Fiorentino, Nuova Consonanza etc.) ma anche grazie ai consueti studi di natura scolastica in letteratura poetica e drammatica, poesia per musica, storia della liturgia e del canto gregoriano, organo, storia della musica, estetica e lettura della partitura. Negli ultimi anni ha anche studiato direzione d'orchestra con il M° Gianluigi Zampieri e il M° Francesco Lanzillotta, approfondendo il repertorio sinfonico e operistico di tradizione.

Lavoro emblematico della sua poetica di musica per la scena è “A come Antigone” (per quintetto e quattro voci recitanti), diretto in prima assoluta da Tonino Battista e il PMCE all'Auditorium Parco della Musica di Roma nel 2014. La sua colonna sonora originale per lo spettacolo “84 gradini” di Giuseppe Mortelliti ha debuttato all’estero allo Spreckels Theatre di San Diego, in California. Quella per lo spettacolo “La cocciutaggine”, diretto da Dante Antonelli – facente parte di una lunga serie di lavori svolti per l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico -  ha ricevuto apprezzamenti dal drammaturgo argentino Rafael Spregelburd stesso, autore del testo originale dello spettacolo edito da UBUlibri. Degne di nota - nel circuito teatrale romano - sono le collaborazioni con l’attore e autore di teatro Andrea Cosentino (“Esercizi di rianimazione”, 2014) e il regista Andrea Baracco (“Interno Abbado”, 2015). Capitolo fondamentale all'interno della sua produzione di musica per la scena è la colonna sonora dello spettacolo di teatro di maschera “Dreams of dreams” (2014), diretto da Giovanni Firpo: in questa occasione Leineri ha scritto una colonna sonora per un vasto set di strumenti comprendenti vibrafono, pianoforte, fisarmonica, vari strumenti giocattolo, percussioni e live electronics suonati dal vivo solo ed esclusivamente da lui. Lo spettacolo è andato in scena per una tournèe lunga tre anni che ha toccato anche l’UWE festival di Monaco [2015], l'ITFOK2017 di Thrissur (India) [2017] e il Setkani/Encounter di Brno (Rep. ceca) [2016], occasione nella quale Francesco ha vinto il premio speciale della giuria "Director’s Award" dopo essere stato selezionato fra 14 compagnie provenienti da tutto il mondo. Opera dalla fruibilità meno canonica è nata dall’esperienza lavorativa intercorsa con il regista Lorenzo Montanini: l'installazione "Burqarium" [2017] - con la musica di Leineri per quartetto d'archi, toy piano e pianoforte preparato, concepita in un unico loop lungo oltre 6 ore – è stata esposta per un mese al Museo nazionale della scienza e della tecnica di Milano.

PRESS

"Francesco Leineri compone, scompone e dispone, rivelando genialità che diverte ed emoziona e che gli permette di accompagnare con sapienza, leggerezza e autoironia coloro che ascoltano, riservando inaspettate sorprese capaci di meravigliare e commuovere."

(Ludovica Avetrani – NucleoArtzine)

 “Leineri riesce a entrare nella mente, insinuandosi come un movimento martellante tra compresenza di inni sacri, swing anni ’50 e musica concreta à la Stockhausen. Possiamo immaginare che ogni cosa, ora, è possibile.”

(Viviana Raciti – Teatro E Critica Webzine)

“Il suo decoupage (come ama chiamarlo) è figlio delle grandi rivoluzioni della musica degli anni zero, di barriere che cadono, di limiti oltrepassati, di piani espressivi che si influenzano e si confondono a vicenda.“

(Fabrizio Romano – Sonosolocanzonette)

"La musica intima di Francesco Leineri permette finalmente di avere la percezione di chi sia quell’uomo sui tasti del pianoforte, permette di credere di conoscerlo, di aver percepito un contatto che non c’è altrove sotto le dita di tanti celebri pianisti."

(Edoardo Genovesi, Gufetto magazine)

"Il solo di Leineri è una stanza silenziosa nella quale il pianoforte diventa confidente di un'anima che si denuda, mostrandosi nella lotta, nel ricordo, in un profondo atto di dolore. Aprendosi in vortici e spirali di suono organiche che destabilizzano per le verità che portano, Leineri si svela in un atto unico d'amore profondo."
(Ludovica Avetrani – NucleoArt zine) 

“Assistere a uno dei concerti di Leineri è un’esperienza poco rassicurante e decisamente scomoda ma stimola la sensibilità e l’intelligenza di chi come me, ha avuto la fortuna di ascoltarlo.”
(Lucrezia Guidone, attrice)

" [...] l’ambizioso progetto è reso fluido dalle musiche originali del sempre geniale Francesco Leineri..."
(Sergio Lo Gatto, Teatro e Critica)

“Giovanissimo talento del piano tra minimalismo romantico, canzone e classica contemporanea; […] tra composizioni autografe e improvvisazioni, alla ricerca del confine tra suono e silenzio, musica e rumore.”
(Gabriele Marino – Sentireascoltare)

"[...] nel suo disordine frammentato, scomposto, arrovellato come un cubo di Rubik, inserisce vari tasselli nel programma della sperimentazione artistica, regalando a chi lo osserva, ascolta e sente, un’ora di sonoro, piacevole, ritmo interno."
(Erika Cofone, La Platea)

 

“Notevole l’habitat sonoro di Francesco Leineri, pervasivo ma mai invadente, che fa da vero pilastro dell’intero spettacolo.”
(Giulio Sonno, Paper Street webzine)

“Andate assolutamente a vederlo, sentirlo, viverlo. Francesco mette in discussione tutte le regole performative e ne inventa di nuove. Una serata stravolgente."
(Michele Lisi, attore)

" [...] in fin dei conti le maschere in cui riconoscersi in ogni epoca e in ogni luogo della terra sono sempre le stesse, la sfida sta nel portarle sul palcoscenico ancora e affascinare il pubblico con un teatro all’avanguardia, come quello che porta avanti Giovanni Firpo nelle sue Officine Montecristo, e un genio musicale quale è il nostro Francesco Leineri."
(Edoardo Genovesi, Gufetto magazine)

"E poi le musiche originali, cantante e suonate acusticamente sul palco dagli stessi attori, hanno conferito un'atmosfera unica, e quel tocco di fine umanità, che ci ricorda, ancora una volta, l'abissale differenza tra il teatro e gli altri modi più banali di raccontare una storia.”
(Claudia Scorzoso)

"A suggellare il tutto, fungendo da collante e da narrazione, le meravigliose canzoni scritte appositamente per questo spettacolo da Francesco Leineri..."
(Massimo Quarta - Corriere dello Spettacolo)


 “La sua ricerca compositiva percorre una strada che esplora nuovi modi di sentire la musica e la scena teatrale, più genuini, istintuali, giocosi, apparentemente caotici, ma che dietro una sincerità autentica trovano una forma riconoscibile, che abbattono tutti i muri immaginabili ed entrano in un’immensità artistica nella quale il performer e lo spettatore si trovano entrambi dolcemente naufragati. Il risultato finale è la consapevolezza, conscia e inconscia, di un universo onirico delle infinite possibilità, nel quale il senso e i significati si perdono in una magnifica entropia."
(Edoardo Genovesi, Gufetto magazine)

“ […] uno dei giovani artisti più promettenti, per l’originalità e la cifra stilistica della sua proposta, del panorama musicale italiano: Francesco Leineri. Compositore di formazione classica, Leineri ha l’abilità di mescolare il linguaggio del teatro con quello della musica (classica ma non solo) aggiungendo un “corposo” pizzico di improvvisazione e sana irriverenza musicale.”
(Lorenzo Cavalca – LaKinzica)